Argomenti Vari

  • VITALITY – dalla Rubrica “Chirurgia Plastica” (1 novembre 1993)

    a cura del dottor Maurizio Vignoli

    D. E’ davvero pericoloso sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica estetica? Che cosa posso Fare per essere più sicura possibile?
    Lorella (Parma)

    R. La chirurgia estetica ha avuto negli ultimi anni un notevolissimo impulso di popolarità. Alla fine degli anni Cinquanta la chirurgia plastica rappresentava una chirurgia di élite a cui potevano accedere soltanto divi o personaggi ricchi e famosi, e pertanto veniva considerata molto esclusiva. In pochi anni le tecniche della chirurgia plastica sono evolute enormemente, rendendo gli interventi più semplici tecnicamente e meno costosi, quindi più alla portata di tutti. Il contemporaneo affermarsi di un costume sociale in cui l’apparire diventa sempre più importante, in cui essere in forma rappresenta un must da cui non si può prescindere e la semplificazione di queste tecniche, ha portato ad una estrema diffusione della chirurgia plastica estetica. Questa diffusione è avvenuta in tempi molto brevi e quindi non è stata controllata da una normativa legislativa specifica e, purtroppo, anche i professionisti che hanno intrapreso l’attività di chirurgo plastico talvolta non sono sempre all’altezza dell’impegno a loro richiesto.
    Ritenevo doverosa questa premessa per cercare di spiegare perché talvolta vengono a crearsi situazioni nelle quali la chirurgia plastica è considerata un imputato. Vorrei rispondere pertanto alle molte lettrici un po’ titubanti che da un lato desidererebbero sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica a scopo migliorativo e dall’altro sono spaventate da notizie poco rassicuranti. Per prima cosa è preferibile scegliere uno specialista in chirurgia plastica che operi o abbia operato a lungo in strutture pubbliche o private altamente qualificate. Tenendo fermo questo primo criterio è opportuno seguire indicazioni di persone che già si sono sottoposte ad interventi di questo genere e che ne sono rimaste soddisfatte. In mancanza di conoscenti è opportuno chiedere indicazioni e segnalazioni a medici di propria fiducia. Consiglio sempre di diffidare degli annunci pubblicitari.
    Molto importante è il criterio con cui viene eseguita la prima visita: è necessario che si stabilisca un chiaro rapporto di fiducia e che il chirurgo dia tutte le informazioni possibili cercando di non spingere il paziente a sottoporsi all’intervento, ma mettendo in grado di prendere una decisione equilibrata e ponderata. E’ importante che il paziente non subisca il fascino del chirurgo, e che non accetti passivamente tutto quello che gli viene detto. Se qualcosa durante la visita non è chiara, se permangono punti oscuri, se il chirurgo è troppo sbrigativo o troppo “imbonitore” è meglio consultare altri professionisti. Inoltre, ricordare che durante la prima visita è necessario che il chirurgo informi con estrema precisione tutto quello che sarà il dopo-intervento. Tutte queste informazioni riguardo ai rischi non devono spaventare ma mettono solo al corrente il paziente su tutte le eventuali complicanze e denotano serietà e professionalità da parte del chirurgo. Un altro punto fondamentale è l’ambiente in cui si verrà operati. Indipendentemente dal tipo di intervento ed anche dal tipo di anestesia a cui si verrà sottoposti è bene accertarsi che questo avvenga in ambienti altamente specializzati, preferibilmente in cliniche plurispecialistiche e ancor meglio (solo in caso di interventi in anestesia generale) con strutture di rianimazione. La sicurezza di possedere un ambiente idoneo tranquillizzerà il paziente su qualsiasi eventuale generica complicanza possa accadere durante l’intervento. Da notare anche che gli specialisti affermati operano generalmente sempre e solo in strutture altamente qualificate. Quanto sopra può incidere sull’aspetto dei costi degli interventi tendendo a far lievitare il preventivo dell’intervento stesso. Meglio poi sempre far distinguere dal chirurgo tra le competenze degli onorari medici e le spese relative alle strutture nelle quali si verrà operati.

    D. Che cosa chiedere al chirurgo?

    R. La medicina legale parla chiaro a questo proposito: prima di eseguire l’intervento è necessario ottenere il consenso informato del paziente. L’informazione data deve essere dettagliatissima e toccare cinque punti:
    1) essere riferita alle caratteristiche dell’intervento che il sanitario ritiene opportuno eseguire; 2) ai probabili reali risultati ed ai prospettabili disagi delle cure post-operatorie; 3) ai possibili rischi che quell’intervento possa causare eventualmente; 4) a tutti i rischi possibili date le caratteristiche peculiari del paziente; 5) ai rischi possibili per l’obiettiva singolarità del caso.

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