Rassegna Stampa

  • VITALITY – dalla Rubrica “Chirurgia Plastica” (1 gennaio 1992)

    a cura del dottor Maurizio Vignoli

    D. Cosa ne pensa degli interventi di chirurgia plastica eseguiti in ambulatorio?
    R. Ritengo che la nuova tendenza della chirurgia plastica sia di semplificare al massimo l’intervento chirurgico al fine di renderlo il meno traumatico possibile e permettere al paziente di inserirsi nella vita di tutti i giorni il più rapidamente possibile.
    Alcuni interventi che anni fa richiedevano qualche giorno di ricovero e settimane di convalescenza, oggi possono essere risolti in più breve termine con farmaci anestesiologici di rapida metabolizzazione.
    Tutto questo però non deve essere a discapito della sicurezza dell’intervento per il quale devono essere adottate tutte le cautele necessarie. Sono fondamentali quindi tutti gli accertamenti di laboratorio per quanto riguarda la fase pre-operatoria. E’ necessario inoltre che il chirurgo operi in strutture specifiche ove esista la possibilità di eseguire manovre rianimatorie qualora se ne presenti la necessità, nonché la possibilità di ricovero.
    Oggi, in Italia, sono solo le case di cura poli-specialistiche e gli ospedali che possono dare questo tipo di garanzia.
    Sono quindi molto favorevole alla chirurgia plastica estetica con convalescenza rapidissima: l’intervento non deve essere violento e traumatico, ma una metodica ‘soft’.
    Anche le tecniche anestesiologiche hanno aiutato questa evoluzione, ma devono essere eseguite in ambienti idonei e da personale qualificato e non in ambulatori privi di qualsiasi struttura di sostegno.

    D. Il collagene, fa bene o fa male?
    R. Ormai sono più di 10 anni che si utilizza il collagene ed il numero delle persone trattate è sempre in aumento. Ricordo che nel 1083 eravamo non più di 20 medici in tutta Italia ad utilizzare collagene bovino; oggi i medici che utilizzano il collagene Zyderm sono più di 1200. Questo incremento si è avuto perché i risultati sono validi. E’ chiaro però che, aumentando il numero delle pazienti trattate, aumentano in percentuale anche le possibilità di insuccesso. In questo periodo dagli USA è apparsa una campagna allarmistica che ha posto sotto accusa collagene e silicone iniettabile. E’ quindi necessario premettere che, mentre il collagene iniettabile è una sostanza (per sua stessa definizione) riassorbibile e può causare danni locali solo temporanei, il silicone, materiale inerte, può causare anche danni gravi e permanenti.
    E’ importante segnalare che il collagene, come tutti i farmaci, va usato con cautela e da esperti: conservazioni non rigorosamente sterili, utilizzo di grande quantità, esecuzione del trattamento da parte di persone non abilitate, possono essere fonte di danni.
    Con il collagene iniettabile si possono correggere le rughe del viso e piccole asimmetrie, modificare il volume del labbro o piccole cicatrici.
    E’ indispensabile che sia un medico ad eseguire le iniezioni di collagene, che vengano effettuate con un’accurata anamnesi della paziente e la prova test preventiva per evitare le manifestazioni di intolleranza; dopo quattro settimane se il test non ha evidenziato intolleranze al prodotto, verrà effettuato il primo impianto. Alcuni autori consigliano di eseguire due test anziché uno.

    D. Ho dei noduli al seno, in questo caso è possibile inserire una protesi? Posso decidere di aumentare il seno con un volume a mio piacimento?
    R. Da alcuni anni la moda ha imposto un’immagine di donna più armoniosa e femminile; viene così messa in risalto la bellezza del seno che si vuole più voluminoso e pieno.
    La chirurgia estetica dà questo risultato, con un intervento che si chiama mastoplastica additi va. In particolare, per aumentare il seno, vengono inserite due protesi di diverso volume: dalle più piccole di 100 cc fino a quelle da 400 cc.
    La scelta delle protesi viene fatta a seconda del desiderio della paziente, ma anche in base ad alcuni precisi criteri: altezza, peso, distribuzione del grasso, ampiezza della cassa toracica: La protesi, inoltre, può essere inserita attraverso un’incisione al solco sottomammario periareolare (attorno al complesso areola-capezzolo) o più raramente al cavo ascellare.
    E’ chiaro che maggiore è il volume della protesi, più ampia sarà la via d’accesso (cioè il taglio) anche se non sarà poi più lunga di 4-5 centimetri.
    Le protesi, generalmente, sono dei sacchetti di silicone contenenti un liquido. Ultimamente, negli Stati Uniti, vi è una campagna moralizzatrice nei confronti delle protesi mammarie affinchè siano prodotte con garanzie assolute di sterilità e tossicità. Di quelle oggi in uso soltanto alcune (purtroppo le più costose) garantiscono questi requisiti.
    E’ necessario prima dell’intervento di mastoplastica additiva sottoporsi ad accurata visita oncologica e sarà solo l’oncologo o il ginecologo e in anestesia generale. di fiducia a dare il consenso a questo intervento. La protesi può essere inserita al di sopra o al di sotto del muscolo pettorale: tale scelta sarà valutata caso per caso, anche alla luce del parere oncologico. L’intervento è semplice, richiede però la massima sterilità, va effettuato in una clinica attrezzata

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