Frequently Asked Questions

  • Interventi al seno

    • Come sono fatte le protesi?

      Il tipo più comunemente usato è costituito da un involucro in silicone solido al cui interno si trova altro silicone sotto forma di gel. L’involucro può essere liscio o rugoso e di forma circolare o a goccia.

    • Esistono protesi senza silicone?

      L’involucro delle protesi è sempre realizzato in silicone solido. Il materiale di riempimento può essere sostituito con altri, tra cui principalmente la soluzione salina.

    • Che cos’è il silicone?

      Il silicone è una famiglia di composti chimici con moltissimi usi comuni. Le speciali caratteristiche dei siliconi, infatti, li rendono ideali per molti prodotti, come ad esempio impianti per uso chirurgico, creme per le mani e rossetto. Non solo. I siliconi, per le loro particolari proprietà, sono ampiamente utilizzati in prodotti di largo consumo da circa cinquant’anni. I siliconi vengono prodotti partendo dal silicio, elemento che si trova in natura nelle sabbie, nel quarzo, nelle rocce. In pratica il silicio diventa silicone quando è combinato con ossigeno, carbonio e idrogeno. A seconda di come vengono disposte le molecole nel silicone, il silicone stesso può essere prodotto in varie forme: polveri, oli, gel ed elastomeri. E’ inoltre l’elemento più comune al mondo, poiché il 26% della superficie terrestre è composto di silicio.

    • Le protesi mammarie possono aumentare il rischio di cancro?

      A dispetto di molti dibattiti nati intorno a questo argomento, studi effettuati in diversi Paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore alla mammella: Come effetto secondario si è visto che, nel caso di tumore mammario, le pazienti portatrici di protesi lo notano generalmente in una fase iniziale e più curabile, e questo molto probabilmente perché sono sottoposte a controlli più frequenti rispetto alle altre donne.

    • E’ preferibile avere le protesi al di sotto o al di sopra del muscolo pettorale?

      Non esiste un posizionamento perfetto per tutte le pazienti. In linea generale si può affermare che donne magre e con mammelle piccole possono richiedere l’impianto sottomuscolare. La scelta del posizionamento andrebbe discussa con il proprio chirurgo plastico e fatta dopo aver valutato tutti i vantaggi e gli svantaggi.

    • E’ vero che la cicatrice ascellare è la migliore perché meno visibile?

      Non esiste un’incisione chirurgica migliore in assoluto. La cicatrice ascellare è normalmente più nascosta ma comporta alcune limitazioni di tecnica chirurgica e rischi specifici, come la mal posizione delle protesi. La cicatrice sottomammarie è normalmente considerata la più versatile, mentre l’incisione intorno all’areola comporta rischi maggiori per la possibilità di allattare al seno e per la sensibilità dei capezzoli. La scelta migliore è quella presa in accordo con il proprio chirurgo, dopo aver adeguatamente discusso i vantaggi e gli svantaggi di tutte le opzioni nel proprio caso specifico.


    • E’ possibile l’allattamento dopo un intervento di mastoplastica additiva?

      Visto che le protesi vengono posizionate al di sotto della ghiandola mammaria (o ancora più profondamente, al di sotto del muscolo pettorale), queste non interferiscono con l’allattamento, che resta in genere possibile. Il rischio di non poter allattare il proprio figlio al seno dopo una mastoplastica additiva è considerato pari al 5-6 per cento.

    • E’ possibile fare immersioni subacquee se si hanno protesi mammarie?

      Le immersioni subacquee rappresentano una sollecitazione severa per le protesi mammarie, soprattutto quando ci si immerge fino alle alte profondità. Studi effettuati hanno tuttavia evidenziato l’assenza di rotture anche in protesi sottoposte ad immersioni profonde.

    • Quali attività sportive si devono evitare dopo un intervento di mastoplastica additiva?

      E’ opportuno evitare qualsiasi tipo di attività sportiva per le prime due settimane circa. Si possono riprendere gradualmente gli sport che non implichino un’intensa contrattura dei muscoli pettorali, come ad esempio il body-building con pesi per le braccia che è da evitare in maniera definitiva.

    • Quali sono i limiti di età per la mastoplastica additiva?

      Per le donne molto giovani è fondamentale che lo sviluppo sia completo, che siano passati almeno 6-7 anni dalla prima mestruazione e che il seno non sia aumentato di volume da almeno due anni.
      Per le donne di età più avanzata è fondamentale che la paziente sia in buone condizioni di salute e che la pelle abbia conservato una buona elasticità.

    • E’ possibile riscontrare una perdita di sensibilità del capezzolo e dell’areola?

      Solo una modestissima percentuale (0,5%) delle donne operate lamenta una perdita di sensibilità permanente del capezzolo e dell’areola. Nella maggior parte dei casi, dopo una diminuzione o a volte anche aumento della sensibilità, tutto torna alla normalità in un breve lasso di tempo.

    • Una gravidanza può danneggiare il seno con le protesi?

      Se il volume del seno è dovuto quasi esclusivamente alle protesi, il volume stesso rimane invariato e quindi il rischio di caduta è minore.

    • Un seno “rifatto” sarà riconoscibile al tatto?

      No, l’effetto al tatto degli impianti al gel di silicone testurizzato di nuova generazione è assolutamente naturale.

    • Le protesi vanno sostituite dopo un certo periodo di tempo?

      No, è assolutamente falso. L’impianto di protesi mammarie è da considerarsi permanente

    • Quanto dura nel tempo un intervento di mastoplastica additiva?

      Dato che le protesi non sono soggette a variazioni ponderali, la loro forma rimarrà invariata nel tempo.
      Quando con il passare degli anni ci saranno le normali variazioni dovute al rilassamento dei tessuti, sarà possibile sottoporsi ad un intervento di rimodellamento del seno per dargli una forma più giovanile.

    • L’intervento di mastoplastica additiva è doloroso?

      Il dolore post-operatorio è modesto e generalmente ben tollerato grazie alle moderne tecniche di anestesia locale con sedazione e all’uso di anestetici locali. Le pazienti possono inizialmente riscontrare una situazione di tensione alla zona pettorale che scompare dopo qualche giorno.

    • Che cos'è una contrattura capsulare?

      Il corpo reagisce all’inserimento di qualsiasi tipo di impianto e crea uno strato di protezione attorno ad esso detto “capsula” o “tessuto capsulare”. Si tratta di un fatto normale che si verifica sempre con qualsiasi tipo di impianto.
      Per motivi non completamente chiariti, in alcune donne la capsula tende a restringersi, schiacciando l’impianto. Questa reazione è detta “contrattura capsulare” e, maggiore è il restringimento della capsula maggiore è l’indurimento del seno.
      Baker, famoso chirurgo plastico, ha suddiviso la contrattura capsulare in quattro gradi:
      grado I – il seno è morbido (c’è la capsula ma non è contratta);
      grado II – il seno appare normale ma è piuttosto rigido al tatto (si riscontra una leggera contrattura della capsula);
      grado III – il seno è rigido, si riscontra una certa distorsione dovuta alla contrattura e il seno assume la forma arrotondata di una palla, oppure l’impianto viene spostato dalla sua posizione normale, generalmente verso l’alto;
      grado IV – è simile al grado III ma la paziente è anche addolorata a causa del progressivo indurimento della capsula.
      Il trattamento della contrattura capsulare è generalmente chirurgico. Il chirurgo “taglia” la capsula per allentarne la stretta sull’impianto . Nel caso di una “capsulectomia aperta” l’intera capsula viene rimossa. Bisogna dire, però, che solo in una percentuale molto limitata di donne si verifica una contrattura capsulare tale da richiedere l’intervento chirurgico.
      Con l’utilizzo di protesi a superficie tesaurizzata (rugosa), il posizionamento di drenaggi nell’immediato post-operatorio e con il posizionamento, se possibile, della protesi sotto il muscolo pettorale, l’incidenza di contrattura capsulare (soprattutto grado III e IV) si è ridotta, fino a rientrare oggi sotto l’ 1%.
      Negli ultimi dieci anni ho avuto un solo caso di contrattura capsulare di grado IV.


    • E' meglio sottoporsi a mastoplastica additiva solo dopo aver avuto figli?

      No, non è necessario aspettare, anche se questa è una libera scelta per ogni donna. Molti chirurghi estetici sono d’accordo nell’affermare che almeno la metà delle loro pazienti si è sottoposta a interventi di aumento del seno prima di avere una gravidanza e la maggior parte ha allattato senza problemi.
      Se gli impianti sono stati inseriti sotto il muscolo pettorale (metodo scelto da molti chirurghi), l’intero seno rimane al di sopra della zona dell’intervento e sopra l’impianto e quindi non c’è assolutamente interferenza con le ghiandole del latte e con il loro collegamento al capezzolo.
      Nella maggior parte dei casi, l’ingrossamento del seno che si verifica con la gravidanza non è diverso nelle donne che hanno un impianto rispetto a quelle che non lo hanno. Naturalmente, se una donna vuole un figlio, e questa è la sua priorità, ha senso aspettare fin dopo la nascita e dopo l’allattamento al seno.
      Si tratta, comunque, di decisioni molto personali, che è bene prendere con il supporto del chirurgo e del proprio ginecologo, che potranno aiutare a fare le scelte più opportune.


    • Che cosa fare dopo l'intervento?

      1) Come per qualsiasi altro intervento chirurgico, non restare soli per le prime 48 ore.
      2) Bere molti liquidi (senza zucchero).
      3) Non voler resistere al dolore! In questo modo il corpo si irrigidisce e il dolore può diventare più intenso.
      Bisogna, invece, assumere, i farmaci prescritti dal medico.
      4) Concentrarsi sul rilassamento – specialmente per le spalle.
      5) Iniziare ad uscire per brevi passeggiate all’aria aperta appena possibile.
      6) Riposarsi e dormire il più possibile
      8) Ascoltare il proprio corpo e non voler strafare.
      9) Se si è abituati a dormire sul fianco o proni, è meglio dormire su un divano per poter avere un supporto per la schiena.
      10) Sostenere le braccia con dei cuscini.
      11) Se il medico è d’accordo, fare impacchi di ghiaccio dove c’è gonfiore.
      12) Fatevi aiutare da chi vi sta vicino
      13) Siate ottimisti e positivi !


    • Come si praticano le incisioni in mastoplastica additiva?

      1) Inframammaria
      Questa incisione viene praticata sopra la piega della parte inferiore del seno detta anche piega inframammaria ed è la più comune. In questo modo si possono inserire impianti sia sopra che sotto il muscolo e si possono rimuovere impianti da sostituire. Molti chirurghi preferiscono questo tipo di incisione perché la sistemazione dell’impianto può essere controllata in modo più corretto e sicuro. L’aspetto negativo di questo metodo è una cicatrice più visibile.

      2) Periareolare (detta anche “incisione dell’areola”)
      L’incisione viene effettuata all’esterno dell’areola (la parte più scura che circonda il capezzolo). In questo modo si possono inserire gli impianti sia sopra che sotto il muscolo e si possono sostituire impianti già inseriti. L’aspetto positivo di questo tipo di intervento è che la cicatrice è poco visibile. L’ aspetto negativo è che, dato che l’incisione si trova proprio nella parte anteriore del seno, sarà visibile la cicatrice, nel caso in cui non venga assorbita completamente. Infine, anche se questa incisione non porta ad una maggior perdita di sensibilità rispetto ad altre, questo si può verificare quando l’areola è piccola ed è necessario praticare l’incisione oltre l’areola stessa.
      Anche in questo caso il medico ha un buon controllo sulla sistemazione dell’impianto.

      3) Ascellare (transascellare)
      Viene effettuata una incisione sotto entrambe le ascelle e viene usato il metodo endoscopico. Questo metodo viene raramente usato e solo per chi non vuole cicatrici sul seno.


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